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E' da tempo che volevo scrivere un piccolo diario, dove raccogliere appunti, commenti, riflessioni e altro, insomma tutto quello comporta la mia attività musicale, aperto a tutti coloro che mi seguono e visitano il mio sito.
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Joe , Joe Colombo, Terry Evans
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giovedì, 29 giugno 2006
Intervista di Gianluca Tomasella ...
Dopo aver sentito degli mp3 di Joe e aver apprezzato moltissimo il suo modo di fare musica, già memore della sua fama di chitarrista blues, ho deciso di farci due chiacchiere e di svelarvi un po' di cose di questo chitarrista italiano dall'animo Texano. Lui molto gentilmente ci ha permesso di pubblicare questa bella intervista. Un caloroso saluto e...grazie Joe!
Inizio subito con la prima domanda, che potrebbe essere un po’ retorica, ma ci puo’ far capire molte cose: cosa ne pensi del panorama musicale odierno? Ovvero, cosa ne pensi delle nuove produzioni e generi musicali che vanno delineandosi? Mi sembra che ultimamente la buona musica abiti molto lontano. Per ascoltare buona musica bisogna in qualsiasi genere andare un po’ indietro. Ecco perché gli anni 60/70/80 sono rimasti molto importanti anche ai giorni nostri.
Non ti sembra che i ragazzi di oggi mettano meno passione in quello che fanno? Che la musica odierna sia un po’ carente di contenuti e che non ci sia piu’ la costanza e la dedizione per un traguardo così importante come la musica? La nostra generazione ha avuto una grande fortuna che purtroppo i giovani d’oggi non hanno. La grande musica degli anni 60/70 appartiene alla storia perché è stata importante sia da un punto di vista sociale che musicale. Come possono i giovani avere una grande passione per la musica se non hanno dei grandi artisti come punto di riferimento?
Quanto è importante (secondo te) la tecnica per un musicista? E’ giusto sposarla? E’ giusto esserne dipendenti? O vale ancora la regola delle “tre note fatte bene”? La tecnica è molto importante per una buona e giusta esecuzione di un brano, ma non è essenziale per un musicista. E’ chiaro che per diventare un buon chitarrista ci vuole anche la tecnica, oltre chiaramente al feeling, al gusto , al tocco e ad una buona cultura musicale.
Cosa suggeriresti ad una persona che volesse intraprendere la professione di musicista? Quali consigli gli daresti? Essere un vero musicista non vuol dire essere professionista, cioè vivere solo con i guadagni della musica. Bisogna avere tanta passione, tenacia e onestà con se stessi per essere un vero musicista!!.
Che peso ha il blues ai giorni nostri? Può ancora emozionare schiere di persone? Avrà un seguito musicale, una sua evoluzione e maturazione? Potrà spingersi oltre le barriere della tecnica verso qualcosa di più virtuoso come è successo al rock? Il blues con Hendrix, Vaughan e tutti i gruppi degli anni 70 ha avuto già una sua grande evoluzione. Al momento è fermo perché ci sono solo bravi interpreti ma non così geniali da rinnovare e evolvere il blues. Il Blues è ancora molto seguito in America. In Europa la cosa cambia anche se ci sono importanti festival blues e tantissimi locali , dove si suona rock-blues. Sbaglia chi parla di Blues come di qualcosa di trascendentale, perché si rifà ai grandi classici dei bluesmen neri, perché rende la musica blues musica di elite e questo non va assolutamente bene..
Cosa consiglieresti di ascoltare a chi stesse cercando del buon blues? Stevie Ray Vaughan? Forse Eric Johnson? Entrambi direi, ma chi si vuole avvicinare al blues con l’ascolto non ha altro che ascoltare tutti i bluesman del passato e i grandi chitarristi , che in questi anni dico dal 60 al 2000 , hanno realizzato ottimi album. Da Hendrix a Stevie, Da Satriani, a Vai, Da Johnny Winter a Eric Johnson.Questo lo dico chiaramente a chi sta a cuore la chitarra.
Cosa ne pensi di Robben Ford? Che peso ha avuto nel blues? Un grande chitarrista,con tecnica, feeling e tanto blues.
Cosa ti hanno dato Vaughan e Hendrix, quale forza sono riusciti ad infonderti? Perché proprio loro e non i più classici tipo Albert King? Chiaramente sia Vaughan e Hendrix sono molto vicino alla mia generazione, anzi sono i riferimenti più importanti per chi ha nel cuore il rock-blues. Essi come tanti altri hanno reso la chitarra lo strumento più espressivo dello scorso secolo. A Stevie va il merito di aver avvicinato i giovani specialmente negli ultimi anni al Blues.
Parlando di improvvisazione, pensi sia utile improvvisare usando un sistema modale, ovvero con i modi (ionico, piuttosto che dorico, frigio, lidio, etc) ? Quando si improvvisa specialmente nel blues ,vuol dire fare jam session e quindi l’interpretazione, il feeling, le atmosfere sono l’essenza della stessa improvvisazione. Quindi pentatoniche a manetta!
Che ne pensi del binomio blues e jazz? Sei solito mischiare i due generi? Non pensi che siano un’accoppiata vincente? Beh chi riesce a farlo può essere evidentemente un vincente, ma attualmente si va sempre parlando di buona musica verso un genere direi totale se non globale, anche se le esperienze in questo senso sono al momento poche, in particolare da parte dei chitarristi.
CURIOSITA’: Quale strumentazione usa Joe Valeriano? Processori o pedalini? Rack o combo? Come amplificatore uso un Lab series 9 della gibson (transistor) è un amplificatore veramente ottimo dato che dopo i suoi trent’anni suona benissimo,non a caso B.B. King lo ha spesso usato, bluesman come Tom Principato e Otis Grand lo volevano acquistare da me: il Lab. Come pedalini uso un wha wha della Vox o Dunlop, delay Boss e distorsore giallo boss. Chitarre ne ho ben 25, tra Strato e Gibson, ma quelle che preferisco è una squier del 79 disegnata a mano da un grande pittore famoso belga Guy De Long e una strato del 70 ,bianca con un’immagine di Hendrix.
Cosa ti manca dei vecchi tempi? Intendo dire gli anni 70… Che atmosfera si respirava? Perché ancora oggi sono rimasti dannatamente magici? Come li hai vissuti? La voglia di cambiare il mondo.Con Dylan, Hendrix, The Doors, I Rolling Stones, Beatles…… il mondo è veramente cambiato . Gli ideali di pace , amore e fratellanza tra gli uomini erano comuni a tutti i giovani di questo mondo.In particolare a chi come me ascoltava tanta musica..
Quali sono stati i momenti difficili della tua carriera di musicista? Sin da bambino ho avuto la fortuna di avere la grande passione per la musica e per la chitarra. Ho iniziato a suonare tra i banchi di scuola durante le occupazioni e sono andato avanti senza fermarmi. Devo dire che negli anni il successo popolare che non mi arrivava , non mi ha sfiancato. Mi ritrovo ora a quasi cinquant’anni a percorrere strade sempre più difficili ma molto intense e gratificanti. Proprio in quest’anno ho partecipato a ben quattro festival Blues importanti e non dimenticherò mai quando a Bellinzona festival ho suonato prima di Gary Moore e B.B.King.
Parlaci di Parmatown, il tuo nuovo cd… Dopo il Live che ho prodotto nel 2001, avevo bisogno di registrare in studio e in collaborazione con un grande cantante americano Dante Boccuzzi ho realizzato questo album. Dante ha scritto le parole e io ho composto col suo aiuto le musiche. Il nuovo album contiene dieci canzoni rock , e’ l’album più americano che si sia mai prodotto in Italia.
Luca Tomasella
scritto da joevaleriano
14:55 / p-link / interviste / commenti
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